Italia all’ottavo posto in classifica mondiale fra i paesi più ricchi!
(secondo un studio di Credit Swisse 2019)!

Si è sempre detto che il reddito non fa un uomo ricco, una persona può infatti guadagnare molto ma spendere anche molto.

A questa tipologia di persone piace ostentare il proprio benessere, esibendo macchine e gadget lussuosi, e conducendo uno stile di vita estremamente consumistico, beni ed atteggiamenti che impressionano i più, ma ad una attenta analisi la facciata crolla; queste persone risultano piuttosto vulnerabili, in quanto se perdono il lavoro perdono tutto ed addio benessere!.

Vengono infatti definiti nei testi di educazione finanziaria poveri con alto tenore di vita oppure SAR (acronimo che sta per per Scarsi accumulatori di ricchezza, si legga il testo “Il milionario della porta accanto”).

A prescindere dalla definizione che viene attribuita a queste persone, il concetto comune espresso è che non è certo lo stipendio che fa la vera differenza, come si è detto pocanzi.

La vera differenza è la capacità di produrre cashflow, sottraendo le spese alle entrate , dove queste ultime possono essere costituite dal reddito o da asset che producono entrate extra.

Oltre al flusso di cassa, che deve essere rigorosamente positivo, vi è un altro indice di ricchezza che viene definito stato patrimoniale (che è la differenza tra la somma degli asset posseduti a cui vengono sottratti i debiti in essere).

Lo stesso concetto lo si può applicare, forzando un po’, agli stati…

A questo proposito mi ha colpito molto uno studio fatto da Credit Suisse (importante società di servizi finanziari Svizzera),. e pubblicato il 16 gennaio 2020.

Questo gruppo svizzero ha calcolato la distribuzione della ricchezza a livello mondiale, rappresentata in trilioni di dollari, basata sul seguente calcolo (somma di tutti gli asset del paese – la somma di tutti i debiti).

Ne emerge un quadro dove l’Italia si colloca, con mia grande sorpresa, ma anche con un certo sconcertato…la classifica a prima vista mi lascia un po’ perplesso, all’ottavo posto a livello mondiale!.

Questo dato è estremamente interessante perché, nonostante il colossale debito pubblico (problema non solo prettamente italiano ma in generale dell’intero globo) e la stampa colossale di coriandoli monetari da parte della spregiudicata politica delle banche centrali, che contribuisce a dipingere uno scenario estremamente grigio, di imminente implosione sistemica, conforta quanto meno questo studio che soppesa i beni reali.

Come ben sappiamo ciò che è legato alla finanza è un mondo virtuale che può gonfiarsi a dismisura ed esplodere improvvisamente, avendo pesantissime ripercussioni sul mondo reale, ma quello che poi conta realmente sono i beni tangibili.
l’Italia è un popolo di grandi risparmiatori (attenzione ho detto risparmiatori non di investitori :-), la cultura dell’investimento è in gran parte estranea all’italiano medio) che da generazione a generazione accumulano….

L’immobile di proprietà è nel DNA dell’italiano e questa mentalità chiaramente si ripercuote sulla ricchezza reale del paese.

Ma bando a discorsi e lasciamo spazio ai dati, qui di seguito la classifica dei paesi più ricchi espressa in trilioni di dollari (un bilione di $ =1000 milioni di $, 1000 bilioni $=1 trilione $, 1 trilione=1000 miliardi).
1. United States: $105.99T
2. China: $63.83T
3. Japan: $24.99T
4. Germany: $14.66T
5. United Kingdom: $14.34T
6. France: $13.73T
7. India: $12.61T
8. Italy: $11.36T
9. Canada: $8.57T
10. Spain: $7.77T

L’immagine del mondo qui di seguito mostra poi le aree della Terra più ricche, con espressa in percentuale la fetta di ricchezza posseduta, rispetto la torta intera (la ricchezza totale mondiale).
Assets distribution accross the world 2020

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