La proprietà privata è un’illusione. Praticare il distacco dal denaro.

Sembra strano dover trattare una tematica di questo tipo su un blog dedicato alle strategie che insegnano a tendere al wellness finanziario ed in generale ad una migliore qualità di vita intesa a 360 gradi, l’uomo vuole essere felice ed appagato, è il suo fine ultimo, è questo in realtà il mio obiettivo principale ed anche se nel blog viene messo l’accento sui mezzi finanziari che possono aiutarci a raggiungere questo stato “di grazia”, la mia mission è senza ombra di dubbio “to be healty” espressione americana che esprime uno stato di benessere completo che coinvolge l’intera nostra esistenza, il resto è contorno, mezzi e basta.
E’ vero, metto spesso l’accento su tematiche finanziarie, ma nel mentre ci prodighiamo per innescare quei meccanismi di ricchezza e di rendite passive dovremmo allo stesso tempo esercitare il distacco dalle cose materiali.

Proprio così! Sui libri di finanza si legge che in generale le persone estremamente ricche non siano così attaccate al denaro come si possa credere, ad esempio Bill Gates, Warren Buffet, per citarne un paio, sono persone che mantengono stili di vita “sobria”; non sono interessati direttamente al possesso o ai quattrini, a loro piace fare quello che fanno, la loro vita professionale e quello che sono riusciti a creare li appaga di gran lunga più del denaro che di conseguenza sono riusciti a generare.

D’altro canto è noto che la mission di una azienda non può essere fare i soldi, ci si deve dare una motivazione più nobile, la produzione di un bene tangibile o non tangibile utile alla società, operando sempre in un contesto etico.

La società premierà l’azienda che ha prodotto quel bene se risulta di utilità sociale con del denaro.

Warren Buffet afferma di vivere da sempre nella sua casa che ha comprato quando non era ancora ricco, gira con macchine normalissime e ama mangiare nei fast food, unico sfizio “necessario” un Jet personale con cui si sposta fra gli stati per tenere delle conferenze nelle università.

I libri di educazione finanziaria ci parlano di esercitare il distacco dal denaro, paradossalmente è allontanandosi da esso che si inizia a farne, perché viene meno il coinvolgimento emotivo che domina e condiziona spesso in maniera negativa le nostre decisioni finanziarie, se cerco di tendere ad essere meno avido o di aver meno paura di perdere denaro, probabilmente gli affari andranno meglio o quantomeno mi faro condizionare emotivamente meno, e vivrò meglio… , vivrò più serenamente gli investimenti che ho fatto, sono altre le cose più importanti….

Ad ogni modo vale sempre la massima di un antico filosofo e scrittore Lao tzu che è certamente difficile da applicare ma non fa una piega: “Se hai un problema e puoi risolverlo è inutile che tu ti preoccupi, se non puoi risolverlo è altrettanta inutile la tua preoccupazione”.

Robert Kiyosaki ed altri coatch finanziari invitano a devolvere almeno il 10% delle proprie rendite in beneficenza, questo non solo per lo scopo nobile che ha di per se il gesto, ma proprio come esercizio di distacco dal denaro.

E poi, mi si perdoni questa parentesi filosofico/esistenziale, in realtà io non posseggo assolutamente nulla, neanche un atomo di me stesso, mi è concesso di amministrate dei beni materiali per un periodo insignificante rispetto i tempi cosmici, con la mia dipartita i beni da me “posseduti” passeranno di mano in mano per poi svanire un giorno.

Oltretutto il concetto di proprietà privata è una distorsione umana e non esiste in natura!, noi abbiamo l’illusione di possedere ma è una regola che riguarda solo noi, è una legge autoreferenziale!.

Se pensiamo a persone potenti, bilionari, proprietari di migliaia di immobili, palazzi, corporazioni ecc.. ecc…, guardati da una prospettiva umana, hanno innescato grandi meccanismi, alcuni sono stati molto abili ed intelligenti, va riconosciuto, anche se ad un certo livello di ricchezza, la fortuna e le cause concomitanti hanno giocato un ruolo fondamentale; vale comunque il detto “aiutati che Dio t’aiuta” e certamente non si saranno lasciati sfuggire le occasioni che di volta in volta si presentavano dimostrando di saperci fare.

Tuttavia, se li guardiamo da un’altra prospettiva, essi sono meno di un granello di polvere ed assimilabili a nulla, come tutti noi, viviamo per un periodo brevissimo su un piccolo pianeta che ruota attorno ad una stella di modeste dimensioni chiamata Sole (la specie umana è apparsa “ieri” ed è stata preceduta da ere geologiche enormemente più lunghe di questo piccolo segmento dell’esistenza umana, che hanno visto fare da padroni altre specie animali, prima i vegetali, poi la fauna…).

Esistono altresì numerosissimi astri migliaia di volte più grandi del Sole e di stelle solo la nostra galassia ne contiene all’incirca 100 miliardi; il telescopio Hubble, messo in orbita recentemente, ha reso visibile parte di un cosmo sconfinato al punto che è realistico stimare una presenza di almeno 100 miliardi di galassie nell’universo fino ad ora visibile (ognuna di questa con 100 di miliardi di stelle), e la teoria dei multiversi, una delle più accreditate oggi, basata su modelli fisico-matematici, lascia pensare che possano esistere forse un numero enorme o infinito di multi universi che emergono con dei big bang da una matrice energetica primordiale infinita (la materia oscura).
Tuttavia non dobbiamo sentirci annientati, annullati difronte a tanta immensità, infatti noi stessi siamo degli universi estremamente complessi ed immensamente preziosi, basti pensare al cervello umano e di quanti neuroni e connessioni è composto! (una “copia” frattalica dell’universo stesso!).

Recito questo mantra per ricordarmi che la vera ricchezza è poter essere spettatore di questa magnifica creazione, la vita va assaporata istante per istante, è un miracolo ed io ho ricevuto solo un biglietto che mi permette di osservare questo incredibile spettacolo sul palcoscenico dell’esistenza.

Siamo privilegiati a poter osservare! (anche se rimane l’amarezza di non poter capire i meccanismi che governano il creato).
“La vita va vissuta sul filo della bellezza come un’opera d’arte” (cito Dorian Gray :-)).
“Carpe diem!” (“Cogli l’attimo fuggente!”).
Attribuire quindi importanza al denaro si ma come mezzo non come fine!, uno strumento che ci può traghettare verso uno stile di vita che ci possa regalare più tempo, più serenità, più vita!.

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