Obiettivi, come pianificarli, perseguirli e raggiungerli.

Ad inizio anno è il momento per organizzarsi mentalmente, si fanno tanti buoni propositi per l’anno entrante, ma quanti di questi vengono effettivamente rispettati?, quanti vengono dimenticati nell’arco di un paio di settimane?.

Un conto è desiderare qualcosa, un conto è raggiungerlo concretamente. Per poterlo fare occorre mettere in atto una serie di tecniche e tanta buona volontà.
Il 92% degli obiettivi che ci diamo all’inizio dell’anno vengono disattesi già da metà gennaio ad inizio febbraio, questo significa che solo l’8% delle persone riesce a portare avanti gli obiettivi prefissati e questo la dice lunga sulla difficoltà che ci passa dal desiderare a concretizzare un intento; ciò nonostante raggiungere gli obiettivi rimane di fondamentale importanza nella nostra vita ed occorre, a mio parere, adoperarsi ed imparare fino a padroneggiare le tecniche ed i meccanismi psicologici che ci aiutano in questo.

Prima di tutto fantasticare non basta!, questo è evidente.

Bisogna sognare in grande, ma poi occorre avere un piano operativo, creare obiettivi e poi ritararli verso l’alto in continuazione fino a quando non si raggiunge lo scopo, passo dopo passo.

Occorre avere obiettivi chiari precisi raggiungibili e potendo si fissino anche scadenze temporali, focalizzarsi su ciò che è più importante, non lasciarsi distrarre dal successivo obiettivo prima di aver raggiunto il precedente nella sequenza degli step che ci siamo dati, raggiungere lo scopo e poi passare al successivo.

Avere grande chiarezza visiva sugli obiettivi, immaginarsi e vivere lo stato emotivo che quell’obiettivo porterebbe, una volta raggiunto, fornendo giorno per giorno l’assaggio dell’appagamento emotivo che si proverà al raggiungimento del traguardo.

Questo coinvolgimento emozionale ci fornisce l’energia e la capacità di concentrarci per perseguire costantemente il nostro scopo.

Una attività che possiamo fare per aiutarci a vivere questo appagamento può essere innanzitutto fissare i nostri obiettivi su carta, rileggerli costantemente ogni giorno, magari la mattina e la sera, e viverli come se li avessimo già raggiunti, cercando di focalizzarci sulle emozioni che questi sarebbero in grado di produrre su noi stessi.
Un altro aspetto è identificare l’autodialogo dentro di noi che ci limita: nell’immaginarsi l’appagamento derivato dal raggiungimento dell’obbiettivo subentra poi l’autodialogo sabotatore, ossia quella vocina interna che ti dice “non ce la farai”, “hai fallito quella volta fallirai anche questa”, “non hai la stoffa” ecc….
L’autodialgo non va soppresso ma identificato e fissato, magari scrivendolo, in modo che venga elaborato.dal nostro cervello.

In questo modo ammettiamo l’esistenza di questa voce negativa ma non è detto che abbia ragione lei, trovando la forza di dimostrare a questa vocina che aveva torto con il nostro stato emotivo.
Altro stratagemma che ci può aiutare è condividere gli obiettivi con altri (il senso di responsabilità aumenta, le persone fungono da supporto a ciò che si è detto)
Capire se l’obiettivo è coerente coi valori etici della propria vita è un altro aspetto importante, ad esempio se voglio creare una startup e questo comporta un lavoro che mi distoglie dalla famiglia e la famiglia è un valore imprescindibile per me, l’obiettivo non è coerente, occorre rimodularlo.
Fatto questo discorso generale di “psicologia dell’obbiettivo” vediamo in concreto quali sono gli step per raggiungerlo.
I passaggi sono fondamentalmente 4:


Bisogna domandarsi quale è il risultato che voglio ottenere indicato nel modo più preciso possibile.
Il cervello è “stupido” funziona molto bene quando ha una cosa precisa da seguire. Non basta dire voglio dimagrire, occorre dire voglio dimagrire 5 kg nell’arco di 2 mesi.


Seconda domanda da porsi è perché si vuole raggiungere un determinato scopo.

Tony Robbins dice che l’80% è perché (la motivazione, mission) il 20% come (come raggiungere l’obiettivo).

Se è molto motivante il perché il come è una conseguenza nel senso che si trova il modo di farlo.

Il perché deve essere veramente motivante ed è qui il punto difficile, deve essere un perché che ti “accende”.

Ad esempio nel mio caso se mi domando perché voglio innescare delle rendite passive nel real estate USA, un perché che mi accende è il fatto di poter dimostrare coi fatti a coloro che pensano che l’unica rendita costante possa derivare dal lavoro classico, che non è vero, che in realtà guadagnare dagli affitti di case possedute in America è concretamente possibile!.

Questo è già di per se un perché motivante, poi chiaramente un altro perché fondamentale è crearmi delle rendite passive per poter lavorare di meno ed avere più tempo a disposizione e quindi maggiore serenità (aspetto fondamentale per me!).


Terza domanda: Che cosa devo fare? Una strategia valida è quella di mettere in pratica la regola di Pareto (il 20% delle attività che fate determinano l’80% dei risultati).

Fare una lista delle attività da fare per ottenere quel determinato risultato, un vero e proprio brain storming dove inserire tutte le idee che vengono in mente e poi concentratevi solo su quel 20% di idee che ritenete porteranno all’80% dei risultati.

Successivamente stabilire delle abitudini ricorrenti che funzionano, per mettere in pratica efficacemente quell’idea, i risultati non si ottengono in un giorno.

Ad esempio se l’idea è scrivere articoli per il mio blog, l’abitudine efficace (per rendere popolare il blog) potrebbe essere scrivere un articolo ogni giorno con costanza fino a quando non si ottiene il risultato, se il risultato viene disatteso avere la intelligenza di rimodulare l’attività, magari scrivere e basta non è sufficiente, forse occorre anche pubblicizzare il proprio lavoro inserendo dei link ai propri articoli su pagine di altri siti più popolari.


Quarta domanda: Che cosa devo cambiare? Come si è appena accennato non sempre quello che facciamo funziona al primo colpo, anzi quasi mai.

Dobbiamo spesso rimodulare la nostra attività sia perché possiamo aver tarato non adeguatamente la nostra strategia per lo scopo che vogliamo raggiungere o sbagliamo qualcosa, oppure perché nel frattempo il mondo è cambiato; il mondo è in continua evoluzione e certi modelli che funzionavano appena un anno fa possono risultare inadeguati.

Occorre cambiare fino a quando non si ottiene il risultato.

A titolo d’esempio qui di seguito mostrerò come definisco su carta un obiettivo che voglio raggiungere nel 2019 indicando il risultato preciso che voglio ottenere, dove possibile impostando una scadenza temporale, espliciterò le motivazioni fondamentali che mi spinge a perseguirlo, le strategie concrete, ossia cosa devo fare per ottenere lo scopo e le abitudini ricorrenti da impostare per raggiungerlo dove necessario.
Ho suddiviso gli obiettivi per categorie, dando una priorità ai medesimi: 1 Lavoro, 2 famiglia, 3 salute, 4 lavoro personale su me stesso, 5 libertà finanziaria, 6 musica, 7 lingua inglese, 8 blog.

Voglio sottolineare che la priorità non vuole dire che l’obiettivo è più importante di un altro, si vuole soltanto indicare che in questa fase (2019) una specifica area avrà bisogno di maggiori attenzioni rispetto un’altra.

Le categorie indicate racchiudono dei macro obiettivi che verranno perseguiti negli anni.

Qui di seguito descrivo il micro obiettivo annuale che fa parte di un macro obiettivo (sicurezza finanziaria) che fa sua volta fa parte di un altro macro obiettivo ossia la libertà finanziaria).

Per questioni di spazio non andrò ad esplicitare nei dettagli i macro obiettivi che prevedono tutta una serie di step.

Qui mi limito a dire che il mio macro obiettivo libertà finanziaria prevede di innescare nel corso di 12 anni delle rendite passive che producano 40000 euro di entrate annuali nette, queste entrate mi permetteranno di coprire oltre alle spese di sopravvivenza anche quelle che mi serviranno per pagare le attività che mi piacerebbe fare (viaggi, sport, divertimenti, non lesinare sulle spese della macchina ecc…).
L’obiettivo libertà finanziaria contiene un altro macro obiettivo, un altro step, che prevedo di raggiungere in 7 anni, ossia generare 20000 euro di rendite passive annue che mi permettano di sopravvivere anche senza dover necessariamente lavorare, ossia le rendite passive copriranno tutte le spese vive. Questo obiettivo viene chiamato sicurezza finanziaria e precede il più ambizioso obiettivo che è la libertà finanziaria come si è detto.

Ad ogni inizio anno, quando formulo gli obiettivi annuali, definisco un micro obiettivo anche per la libertà finanziaria che qui di seguito descrivo in dettaglio applicando la teoria discussa in questo articolo.

Il mio traguardo annuale verso la libertà finanziaria è il seguente:

Spero che questo articolo possa tornarvi utile nell’aiutarvi a pianificare i vostri obiettivi.

Se ritenete che sia così la condivisione dell’articolo su FB o qualsiasi social media verrà apprezzata molto.
In bocca al lupo augurandovi di raggiungere con successo qualsiasi traguardo vogliate perseguire!.

Buona vita a voi!

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