Educazione finanziaria,
questa sconosciuta,
come e perchè perseguirla.

Viviamo in un epoca dove le capacità e competenze sono un aspetto indispensabile per sopravvivere.
Esistono percorsi formativi iperspecializzanti, il livello richiesto di conoscenze e capacità si è alzato molto negli utlimi anni!.
Parlavo con mia moglie entrata come sostituzione di maternità più di dieci anni fa in una delle più grandi e prestigiose aziende qui a Verona (Volkswagen Group Italia S.pA.).
Lei quando è entrata aveva una buona esperienza lavorativa un diploma ed una specializzazione nel settore turistico ed alberghiero.
Oggi per essere presi in considerazione dall’azienda bisogna essersi laureati a pieni voti in una prestigiosa università, avere qualche master alle spalle e forse ti prendono come stagista.
Ora quello dell’azienda di mia moglie è un esempio che può essere generalizzato. Questa è la situazione.
Fondamentalmente la società odierna e le istituzioni scolastiche lavorano a braccetto per sfornare grandi specialisti, e fin qui non ci sarebbe nulla di male, sebbene quando tutta la vita è orientata in questa direzione viene meno l’equilibrio armonico dell’individuo (l’uomo è infatti in uno stato di benessere solo se vari aspetti sono soddisfatti, non solo la sfera l’intellettuale, ma anche quella fisica, affettiva, spirituale, economica ecc…).
Di conseguenza la stessa famiglia (papà, mamma, parenti), ricevuto a sua volta l’imprinting dal sistema, spinge ad intraprendere percorsi di specializzazione i figli, come se fossero l’unica alternativa per avere successo oggi; è stato così per i nostri genitori e si pensa che il modello valido trent’anni fa possa esserlo ancora!, ma il mondo è cambiato…
Per carità, le capacità personali costituiscono ancora l’”asset” più importante che uno possa avere, e superano qualsiasi crisi finanziaria, quello che voglio dire è che occorrerebbe prestare più attenzione e dedicarsi anche ad altri aspetti fondamentali (uno fra questi gli atteggiamenti psicologico/pratici per una corretta e proficua gestione del denaro).
La società questo non lo insegna, non ha interesse a farlo.
Alle istituzioni non interessa la realizzazione della persona, a queste sta a cuore forgiare degli “ingranaggi” (i lavoratori) che si adattino perfettamente alla catena produttiva.
Serve forza lavoro che sia all’altezza dei compiti sempre più complessi, per aumentare ed alzare di qualità la produttività!
L’obiettivo delle istituzioni è trasformare l’individuo in un bravo soldatino, ubbidiente, conformista, che faccia quel poco o tanto che gli si richiede bene e non vada oltre.

Per raggiungere questi obiettivi il nostro sistema crea le migliori condizioni, mentre si guarda bene dall’istruire le persone su aspetti fondamentali che possano realmente sollevarle da una vita immolata alla mera produttività.
Vi siete mai chiesti come mai nelle scuole non è stata mai introdotta una materia così importante come l’educazione finanziaria? Badate bene in nessuna scuola!, neanche chi frequenta economia e commercio conosce i principi base dell’educazione finanziaria! Li ignora come chiunque altro!.
Neanche chi lavora in banca conosce questi principi!!… (solo qualche bancario si avvicina, per sua iniziativa, a corsi privati su tale argomento, ma sono una esigua minoranza dei colleghi).
A tal proposito, per far capire quanto si ignori il corretto approccio agli aspetti finanziari  nella vita di tutti i giorni, vi racconterò un aneddoto.
Ho un amico, laureato a pieni voti alla Bocconi di Milano in economia e commercio, mi disse che stava leggendo un passo tratto da un libro di Robert Kiyosaki (un famoso coatch ed immobiliarista americano) che diceva più o meno così:

“Hai comprato la casa per abitarci? E magari hai contratto un mutuo su di essa? Bene sei in un mare di guai!…”, il passo poi proseguiva… “magari hai appena estinto anticipatamente dopo appena 8 anni il tuo vecchio mutuo per sottoscriverne un altro perché ti serve una nuova casa più grande in quanto i figli crescono?. Peggio di così non potevi fare! In quanto con l’ammortamento alla francese con cui vengono costruiti i mutui, hai pagato solo gli interessi i primi 8 anni ed adesso ti carichi sulle spalle un nuovo mutuo che ti obbligherà a lavorare tutta la vita per ripagarlo!”.

Il mio amico leggendo il passo si lasciò scivolare a terra il libro ed esclamò

“Ma sono io la persona che si trova in questa situazione!, possibile che sia stato così poco avveduto!!, eppure ho studiato economia e commercio!, io l’ammortamento alla francese lo so calcolare!!. Ma ho commesso un grosso errore finanziario!!”.

Ora si può essere più o meno daccordo con Kiyosaki in merito all’errore di cui parla, dal punto di vista finanziario comunque il suo ragionamento non fa una piega.  Questo dimostra che nessuno ti insegna in pratica come gestire al meglio il tuo denaro!. Nemmeno economia e commercio. E perché dovrebbe farlo? In fin dei conti alla società preme che tu produca guadagni e quello che guadagni tu lo spenda! Il famoso motto fai girare l’economia (io aggiungerei fai girare l’economia dei ricchi).
Basta guardarsi attorno per vedere che la maggior parte delle persone, appena ha uno spicciolo in tasca, lo spende (le pubblicità ed i media complici gli hanno fatto il lavaggio del cervello). Addirittura c’è chi si finanzia l’acquisto della macchina, del telefonino, della vacanza e magari ha un mutuo che grava sulle sue tasche. Basta nulla per ridurre sul lastrico queste persone! Ma loro ignorano questo o non ci vogliono pensare. Vivono la loro vita sul momento senza porsi alcuna domanda sul domani.
Essere ignoranti finanziariamente al giorno d’oggi non è un’onta, non è un aspetto di cui vergognarsi, ci si “vergona” di più a non essere laureati, o a non possedere un determinato bene quando gli altri se lo “possono permettere”. Dire che in banca non si possiede alcun risparmio fa quasi “figo”…
Argomenti su come gestire al meglio il proprio denaro sembra che annoino, la gente preferisce parlare d’altro.
Molte persone preferiscono rimanere nella propria area di confort spendendo tutto ciò che hanno, non vogliono assolutamente prendere in considerazione la possibilità di poter risparmiare regolarmente, generando un cashflow continuo, e mettere a rendita i propri risparmi; hanno un sacco di scuse ed alibi per perseverare nelle loro cattive abitudini finanziarie.
Certamente la società non passa alla gente le informazioni che educhino ad una corretta gestione del denaro, tanto semplici quanto vitali (esse fanno la differenza tra la mentalità di un ricco e di un povero!). Un ricco non si arricchisce per caso, ne tantomeno lo diventa grazie alla eredità ricevuta, l’80% dei milionari è di prima generazione, e non sono rari i casi di persone che ricevono una fortuna e nel giro di poco tempo si ritrovano sul lastrico.
Questo perché risparmiare e far crescere le proprie sostanze è un arte. L’educazione finanziaria va acquisita con percorsi extra scolastici. E’ altresì vero che a molte persone queste competenze sembrano non interessare. D’altro canto un mondo di soli ricchi non sarebbe possibile, (la dicotomia ricco povero sembra necessaria) quindi è forse fisiologico che solo pochi percepiscano e cerchino di applicare quelle tecniche che pian piano aiutano a crearsi delle rendite ed affrancarsi dall’obbligo del lavoro.
Vorrei focalizzarmi un attimo su una serie di considerazioni che fanno riflettere in quanto cambiano completamente prospettiva per chi è abituato a ragionare da “povero”:

  • Per il “ricco” la cosa più importante non è quanto si guadagna al mese ma il cashflow, ossia cosa si riesce a risparmiare al mese, tolte le spese, è infatti il cashflow che ti permette di far crescere il tuo capitale, mediante investimenti che a loro volta generino rendite costanti.
  • Un “ricco” considera la ricchezza dal valore degli asset detenuti e non dal reddito!. Non è ricco un primario in cardiologia che guadagna 900000 euro l’anno e ne spende 860000. Quello semmai è un “povero” con un alto tenore di vita.
  • Per il “ricco” gli sfizi (i così detti giocattoli: macchina, barca, ville ecc…), si comprano non con i soldi derivanti direttamente dal reddito ma con i proventi generati dalle rendite passive degli asset detenuti. Prima acquista asset dice il ricco, poi con i proventi degli asset concediti lo sfizio della macchina bella, o qualsiasi altro sfizio tu voglia concederti.

Detto questo vorrei chiarire la mia posizione, perché non vorrei apparire venale o sembrare attratto da ricchezza e potere, tutt’altro!!.
A me le regole su cui è basata l’economia, il debito che non si può estinguere, la stampa di denaro all’infinito senza un corrispettivo di oro a monte (la più grossa truffa a danno dei popoli), la bisca legalizzata della borsa, con le sue speculazioni, sono un vero abominio!!, sono tutte trappole escogitate dal potere per trarre a se la ricchezza mondiale e ci condurranno inevitabilmente incontro, nella peggiore delle ipotesi, ad un armageddon finanziario di tali dimensioni mai verificatisi nella storia dell’uomo.
Non mi piace affatto che una persona si possa arricchire all’infinito a discapito di altre e che i ricchi siano enormemente facoltosi e potenti e destinati a diventare ancor più ricchi (da statistiche i ricchi sono in aumento come i poveri e l’1% dei ricchi detiene più del 99% della ricchezza mondiale, e questa forchetta è destinata ad ampliarsi ancora!!).
Lo trovo assolutamente non etico!.
Purtroppo però non abbiamo alternative, queste sono le regole della nostra maledetta economia, o ci si adegua o si viene schiacciati da chi si è adeguato e si è arricchito. Io credo che adeguarsi in parte ed iniziare a pensare come pensano i ricchi, possedere qualche asset, possa certamente aiutarci al giorno d’oggi a rimanere a galla, io ho un profondo rispetto verso gli altri e non voglio assolutamente calpestare il prossimo ma pretendo che nessuno calpesti me, costruiamoci quantomeno una corazza…
Se ritieni che arricchirsi a discapito degli altri non sia eticamente corretto (io la penso così), cambia prospettiva; pensa che arricchirti potrebbe essere una chance per aiutare veramente gli altri, trasformarsi in novelli Robin Hood potrebbe essere una percorso virtuoso che vale la pena di essere percorso.
Credo che sia un atto estremamente nobile per esempio strappare al sistema milioni di dollari, grazie alle proprie abilità imprenditoriali ed ai propri investimenti e poi devolvere parte dei profitti per la costruzione ad esempio di opere sociali, quali ospedali, strutture scolastiche o umanitarie, per colmare carenze delle istituzioni. Una bellissima soddisfazione! e la massima aspirazione e massimo livello a cui un uomo può tendere dopo aver soddisfatto tutti i propri bisogni descritti nella piramide di Maslow.

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