Il megatrend della marjiuana, l’onda anomala si sta alzando…

Il mercato della cannabis si dice sarà il prossimo Megatrend dopo quello delle criptovalute. Il settore ha delle premesse ottime per crescere nei prossimi anni in America e nel mondo. Vi sono già otto stati in America che hanno legalizzato la marjuana per scopi ludici, ultimi la California quest’anno a Gennaio e il Canada a luglio, è plausibile ritenere che gli altri stati seguiranno l’esempio di questi ultimi.
Certo vi sono delle resistenze politiche interne fra chi e pro e chi è contro l’uso delle droghe leggere, ma ormai il dado è tratto in quanto sono troppi gli interessi in ballo:

  • L’America ha disperato bisogno di gettito fiscale e questo settore creerebbe un indotto da questo punto di vista enorme.
  • Attraverso la legalizzazione della marjuana verrebbe stroncato il traffico illecito di droga e di conseguenza le ingenti spese sostenute dalle forze dell’ordine per contrastarlo.

Chiaramente troppi sono gli interessi economici e purtroppo, gli interessi economici prevalgono sempre, lascio a voi la conclusione.
Le stime degli esperti parlano di un incremento del settore da 400$ di dollari a 4000/20000 nel giro di pochi anni!. Che tradotto in maniera un po’ approssimativa ma rende l’idea significa che se investite 10000 dollari in azioni del mercato americano/canadese in questo settore potreste ritrovarvi diciamo con 100000 dollari nel vostro portafoglio tra qualche anno. Tolto tasse sul capital gain e balzelli vari diciamo 75000 dollari, una ROI al netto delle tasse del +650% Non male!.
Io ho già chiuso delle posizioni con profitto del +120% in appena 9 mesi, avendo iniziato ad investire a gennaio 2018 e chi è entrato a mercato a ottobre novembre 2017 ha già realizzato profitti di tutto rispetto +250% ed oltre… in appena un anno!.
Ed è solo la fase iniziale e probabilmente neanche la migliore per le ragioni che spiegherò qui di seguito. Siamo in una fase iniziale dove i profitti delle industrie della cannabis sono ancora molto bassi, in quanto le aziende stanno investendo tantissimo per crescere sia dal punto di vista organico che mediante acquisizioni. In questa situazione, mancando gli utili, o sono molto ridotti, mentre gli investimenti sono ingenti, in queste circostanze l’azione non ha una spinta determinante alla crescita.
Il mercato è tra l’altro altalenante, molto liquido, a causa dei continui colpi di scena dovuti ad acquisizioni frequenti, un mercato in tempesta che si presta quindi a riempire le tasche degli speculatori.
Aggiungiamo poi il fatto che le aziende stanno richiedendo finanziamenti per strutturarsi e per accaparrarsi la leadership nel settore in una lotta fra competitors dove o sei fra i primi o vieni acquisito dagli altri.
A questo punto è importante spiegare come le aziende si possono procacciare finanziamenti:

  • attraverso finanziamenti delle banche, ma questa è una strada non conveniente, poiché i tassi sui finanziamenti stanno aumentando a causa della politica della Federal Reserve (fino al 3%), sia per il fatto che non è facile ottenere finanziamenti da queste ultime, in quanto l’effetto della piena liberalizzazione non si è ancora verificato.
  • Chiedendo denaro al mercato con un aumento di capitale a pagamento: immettendo nuove azioni, obbligazioni, quote di prodotti derivati ecc…).

Quest’ultimo aspetto ha condizionato l’andamento dei titoli in maniera in alcuni casi veramente notevole. Paradossalmente, anche se i fondamentali sono ottimi, il titolo anzichè crescere diminuisce del suo valore, questo comportamento ha un nome sui mercati, si chiama effetto diluizione. In sostanza facendo un esempio semplice, se hai comprato 100 azioni a supponiamo 1 dollaro ad azione e poi l’azienda immette altre 100 azioni sul mercato (che gli servono per raccogliere denaro e finanziare la propria crescita) ma non cresce dal punto di vista dei fatturati, le tue azioni si svalutano e quindi varranno 0,5 dollari l’una, un po’ come avviene con la valuta in circolazione e la sua svalutazione dovuta ad immissione di altro denaro sul mercato da parte delle banche centrali (in una parola inflazione).
In questo scenario così variegato, in un mercato estremamente liquido ed imprevedibile in questa fase iniziale, non si può fare a meno però di vedere le potenzialità di crescita enormi a medio termine. I fondamentali sono infatti ottimi e le premesse pure.
Per operare in questo mercato comprando titoli specifici occorre però, a mio parere, seguire le vicende aziendali della società quotata perché come un titolo può crescere enormemente un altro può perdere moltissimo, si sta combattendo una “guerra” alcune società si affermeranno altre perderanno.
Credo comunque che questo mercato possa essere approcciato anche dai non esperti comprando ad esempio l’ETF sulla marjuana.
L’ETF è un prodotto finanziario che ricalca l’andamento del settore, è soggetto ad oscillazioni meno violente e se il settore specifico cresce negli anni crescerà anche lui.
A titolo di esempio qui sotto vengono riportate le performance dell’ETF dal 18 ottobre 2017 al 17 ottobre 2018 (1 anno fino ad oggi) il titolo quotava 9,84 dollari canadesi e oggi vale 24,3 dollari canadesi, se sottraiamo il valore odiero al valore di un anno fa otteniamo 14,46 che rappresenta il profitto di un anno in percentuale +147%! In un solo anno!, e si tratta di un ETF, ossia un prodotto finanziario che rappresenta la media dell’andamento del settore specifico dell’industria marjuana.

Etf Marjiuana

Personalmente credo che investire del denaro acquistando azioni di questo ETF in questa fase sia una ottima mossa. Si tratta di un investimento a medio termine da cassettista, si compra il titolo lo si tiene per qualche anno e… chi vivrà vedrà ;-).

Quanto detto è una personalissima opinione e non sono consigli su come operare sui mercati finanziari. Ognuno è liberissimo di operare come meglio crede a suo rischio e pericolo.

(Le informazioni contenute in questo articolo ed in generale in Conscious Rebirth blog sono pareri personali e soggettivi dell’autore. L’autore declina ogni responsabilità per l’accuratezza e la qualità delle informazioni fornite. Per dettagli vedi la voce disclaimer nel menu in alto alla pagina)

16 commenti

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